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DUE PAGINE DELLA MIA VITA

ERO GIOVANE...E NON CAPIVO

 

Desidero scrivere questo aneddoto della mia vita, per far capire che non sempre ci comportiamo bene con gli altri, e se ricordiamo le buone azioni ricevute dobbiamo avere il coraggio di ricordare i nostri errori.

Dopo la scuola il mio primo lavoro è stato fare la commessa in una tintoria, era il 1955  ed avevo solo 16 anni, una ragazzina benvoluta da tutti perché la più giovane fra tutte le altre dipendenti. In questo periodo solo di una cosa non sono andata fiera per il comportamento che ho avuto  con una  mia collega di lavoro,  mi sono odiata anche perché non fa parte del mio carattere essere così, ma solo in seguito riflettendo ho capito l’errore commesso.

 

Fra le stiratrici c’era Orietta una ragazza di 25 anni, diventammo molto amiche, lei mi parlava di tante cose, mi consigliava per il lavoro e sui comportamenti da tenere, mi aiutava quando non riuscivo a trovare un capo di vestiario, mi voleva veramente bene, come io lo volevo a lei, mi trattava come una sorella minore che si vuole proteggere da tutto.

C’erano molte stiratrici nel reparto, e nel momento che stiravano  parlavano di tante cose, io ascoltavo attentamente, mi piaceva ascoltare le vite altrui, gli argomenti erano l’amore nelle sue più svariate sfaccettature: amori finiti e iniziati, tradimenti, matrimoni felici e infelici, sopportazione per i caratteri, mariti che facevano i padri padroni, le malattie dei genitori o dei suoceri anziani, allora le famiglie erano numerose e venivano a crearsi discussioni che creavano un po’ di scompiglio, così sfogandosi con altre persone affioravano rancori sopiti. Per potersi mantenere il lavoro parlavano di  figli lasciati al nido e all’asilo, figli  lasciati ai parenti o a suocere che mettevano bocca su tutto, suoceri con l’autorità di un generale. Anche il sesso rientrava negli argomenti…ma sempre con parole discrete ed educate. A quei tempi era un tabù parlare di sesso.

Parlavano anche di religione e di politica esprimendo ognuno la sua opinione.

Un giorno, mi capitò di ascoltare una conversazione molto concitata che Orietta faceva con altre stiratrici,  mi resi conto, anche se io non mi intendevo molto di queste cose, che le sue idee su alcuni argomenti  non erano  come le mie, ci rimasi male, lo presi come un tradimento, mi riusciva inconcepibile che la pensasse diversamente da me.. ma io chi credevo di essere? Poi, chi ero io, per poter giudicare un’altra persona?

Caparbia e convinta per questa mia presa di posizione non gli rivolsi

la parola per diversi giorni, ma non avevo nessun diritto di comportarmi così, ognuno ha le sue idee, i suoi principi e i suoi ideali.

Lei non capiva, il mio cambiamento nei suoi confronti,  quando mi sono resa conto dell’errore cercai di spiegare i motivi, le chiesi scusa per la mia stupidità, ma l’amicizia era stata compromessa, cercammo di ricucire, ma niente tornò come prima, quella ferita aveva lasciato una traccia nel suo cuore.

Un giorno mi vide così disperata che mi abbraccio con tenerezza, con voce velata di tristezza mi disse queste parole:

“Ti ho già perdonato, sei così giovane…capirai con il tempo….”

E con il tempo ho capito.

E’ stata una grande lezione di vita quell’episodio, anche se è successo tanto tempo fa è sempre vivo nella mia memoria… ho capito il mio grande errore, cosa che  non ho più ripetuto verso un’altra persona, questa mia leggerezza mi ha fatto capire tante cose e mi ha fatto crescere, nella vita anche gli errori possono servire per migliorare il modo di vivere  e i nostri comportamenti.

Quando mia figlia è cresciuta, e iniziava a farsi le sue amicizie le ho raccontato questo episodio  come esempio per farle capire che ogni persona è libera di fare le sue scelte senza essere giudicata da nessuno. Spero di averla aiutata a non fare lo stesso sbaglio che avevo commesso io.

A te Orietta, ovunque tu sia, ti giunga il mio pensiero, voglio chiederti scusa con tutto il cuore, non ti ho mai dimenticata anche se le nostre strade hanno preso direzioni diverse, e non ci siamo mai più incontrate.

Ho  raccontato una pagina della mia vita mettendo a nudo la mia anima senza reticenze e dicendo la verità.

Maria Luisa Seghi       

 

L’ingiustizia, la verità e il potere.
 

Questo ricordo mi ha lasciato il segno perché, è stato l’unica nota di richiamo in tanti anni che ho lavorato in questo grande magazzino di Firenze.

Una giornata come tante, i vetrinisti correvano veloci per allestire alcune vetrine di abbigliamento, iniziava la primavera, e gli ultimi capi arrivati ci mostravano che cosa dettava la moda in quel periodo.

Gli abiti dovevano essere stirati alla perfezione, e chiamavano all’appello quelle che lo sapevano fare…io avevo avuto una buona scuola dalla mamma, così eccomi lì a stirare questi vestiti, inavvertitamente mentre portavo via i capi già stirati,  ho lasciato il ferro appoggiato all’asse, che  naturalmente con il calore,  ha lasciato la sua impronta sulla stoffa dell’imbottitura, non era successo niente di grave , era solo una macchia di colore marrone a forma di ferro, quando ho avvertito l’assistente del piano di quello che mi era successo, “la gentile signora” (e lo scrivo anche minuscolo perché se lo merita…) era quella che ci faceva vedere i sorci verdi…..per mettere ancora di più in evidenza il suo potere mi fece per iscritto un’ammonizione, dicendo che avevo bruciato tutta la stoffa che copriva l’asse e avevo sciupato il vestito che stavo stirando.

Quando mi presentò il foglio per firmare, lessi la motivazione, mi rifiutai , perché io volevo firmare la verità non una bugia..

Lei mi fece capire senza tanti preamboli, che avrei rischiato il licenziamento, mi sembrò così ingiusto che una persona avesse il potere di ricattarmi per una cosa che poteva succedere benissimo a tutti, ma non avevo via d’uscita…avevo bisogno di lavorare, così con grande amarezza per l’ingiustizia subita, la guardai, il mio sguardo diceva tante parole, presi la penna che mi porgeva, e ricacciando indietro le lacrime che mi pungevano gli occhi, firmai, pensando alla cattiveria di questa persona, che mi fece sentire fragile e impotente come un vaso di terracotta che viene colpito da un grosso macigno.

In  quel momento mi sono sentita una marionetta, a cui avevano tagliato i fili che per forza maggiore aveva chinato la testa…non per sua volontà ma perché un’altra persona si era permessa di tagliarti la parola che serviva per difenderti.

Quel giorno ho capito a mie spese, l’ingiustizia e il potere di quelli che stanno un gradino sopra di te.

Sarebbe bello poter incorniciare non solo i ricordi, ma anche le delusioni e gli schiaffi della vita….ogni tanto riguardarle e ricordare. Questo darebbe la forza di affrontare, quelle che poi ti vengono incontro  lungo il percorso dell’esistenza.

Mi sono ricordata bene la lezione..non ho più lasciato il ferro appoggiato all’asse,  come non ho mai dimenticato l’ingiustizia subita.

Maria Luisa Seghi

 

 

Siamo tutti appesi ad un filo di quel mondo che si chiama terra.

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IL CUORE BAGNATO...

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Il cuore bagnato è una situazione di vita, di gioia o di dolore.
Può piovere fuori e dentro di noi…
Quando piove fuori, l’acqua riga il nostro volto, come lacrime che pungono, bagna i nostri capelli, bagna i nostri abiti, le nostre scarpe, e ci fa provare brividi di freddo e tutto è grigio…
Poi c’è la sensazione del cuore bagnato dentro di noi:
Può esserlo per un dolore grande   per un senso di tristezza
Si bagna di gioia tutte le volte che ci raggiunge  uno spicchio di felicità
Quando piove fuori, torniamo felici nella nostra casa, e ci rifugiamo fra le lenzuola, aspettando il mattino  sperando che il sole risplenda.
Quando abbiamo il cuore bagnato di dolore, ci rifugiamo fra le lenzuola, e aspettando il mattino  c’è in noi la speranza che un angelo asciughi il dolore sfiorando il nostro cuore con le sue ali.


Maria Luisa Seghi
 

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IL SUO NOME ERA BRICIOLA....

Oggi voglio raccontarvi la storia di una canina che era adorata da tutto il palazzo dove abitava perché,  non abbaiava mai e andava incontro a tutti. Questa canina si chiamava Briciola ed era la piccolina di Anna, perché  gli voleva bene come si può amare un figlio.
Il suo amore era così grande che quando ha visto le  sofferenze di  questo essere vivente non ha esitato a portarla a sopprimerla, pur di non vederla più soffrire.
Anna è stata una donna di grande coraggio ed ha scelto tenendola fra le sue braccia che l’ultimo suo respiro fosse vicino al suo cuore.

Anche io volevo bene alla Briciola, quando mi vedeva mi correva incontro scodinzolando e voleva la mia attenzione, allora io la carezzavo e lei felice mi guardava con tenerezza come può guardare un essere umano.
Quando di rado capitava in casa mia, le mancava solo la parola, mi guardava in un modo come per chiedermi qualcosa,  allora io le davo un biscotto e lei felice lo mangiava  e poi in silenzio si accucciava a terra e ascoltava le nostre chiacchiere.
Briciola era un cane  speciale, era come una persona dentro al corpo  di un animale domestico.

Per Anna è stato un grande dolore , erano 17 anni che era con lei e ora sentirà un grande vuoto, ma io credo che come esiste l’anima per gli esseri umani anche gli animali hanno un’anima, e anche se non è visibile girerà per casa   e quando vedrà la sua padroncina triste per la sua perdita le farà una carezza con la sua codina nera .

Il tuo nome era  Briciola ed eri il cane più affettuoso del mondo

Ciao Briciola, ora corri nei prati verdi oltre le nuvole,  noi ti ricorderemo sempre con gioia  perché non sarai mai dimenticata.

                                                Maria  Luisa Seghi

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Vorrei cambiare pelle e raggiungere le stelle...

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Un campo di tulipani...e il mondo nelle mie mani..

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Vorrei vivere in un mondo incantato..dove niente è negato.

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PENSIERI...DA QUI' ALL'ETERNITA'

         
RIFLESSIONE SUL TRAMONTO DELLA VITA


RIMARREMO PRESENTI SINO A QUANDO SAREMO IN GRADO DI FARE I PROGETTI  PER IL FUTURO,  CUSTODENDO NEL CUORE  ANCORA  QUALCHE  DESIDERIO  E LA CAPACITA’ DI PROVARE ANCORA EMOZIONI.
IL  NOSTRO  MONDO  INTERIORE  SARA’  VIVO,  SE CONSERVEREMO  LA  CAPACITA’  DI  COMBATTERE  SINO  ALL’ULTIMO  ISTANTE  TUTTE  LE  AVVERSITA’.
QUANDO  TUTTE  QUESTE  ENERGIE   MANCHERANNO E  LA  VOLONTA’  NON  RISPONDERA ’  PIU ’ AI  NOSTRI  RICHIAMI,  E’  IL  SEGNO  EVIDENTE   CHE  CI  SIAMO  SEDUTI  NELLA  SALA  D’ASPETTO  DELLA  STAZIONE  IN  ATTESA  CHE  PASSI  L’ULTIMO  TRENO.
NON DOBBIAMO PREPARARE LE  VALIGIE  PRIMA  DEL  TEMPO  E FINGERE  DI  AVER  PERSO  L’ORARIO DEI  CONVOGLI  DELLA  NOTTE…

 

LA  PREGHIERA

CHI   PREGA  CURA   L’ANIMA  E GUARISCE IL CORPO.
PER  QUESTO  PREGARE  E’  COME  RESPIRARE.

Maria Luisa Seghi

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MUSICA IMMORTALE...

                                               http://www.youtube.com/watch?v=0j2veoci2rg

                                                  VIOLINISTA ANDRE' RIEU -  LA TRAVIATA

 

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RACCONTO " LA PIUMA E IL GABBIANO" INSERITO IN ANTOLOGIA LIBERA...MENTE EDIZ. 2014

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LA PIUMA...

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RACCONTO " LA PIUMA E IL GABBIANO "

In questo mio racconto ho voluto intrecciare una pagina di vita reale, perché tutti i luoghi descritti li ho visitati veramente, in più ho aggiunto particolari di fantasia. Abito a Scandicci, immediata periferia della città di Firenze, ma in estate io e mio marito con il nostro vecchio camper, spesso la  nostra meta è la Sicilia, perché per me quella terra ha un fascino e un profumo particolare io la chiamo: “ La terra del sole e del mare”.  Ad ogni mio viaggio si rinnova il mio amore per lei, perché  scopro sempre cose nuove, e meravigliose che fanno dimenticare la fatica del lungo viaggio.
Sicilia, estate, una giornata di sole in una spiaggia dorata.
Come una grande carezza che mi ha spolverato il cuore mi è venuto incontro il cielo e il mare, il cielo stimola sempre le emozioni e la mia fantasia, il mare fa vagare la  mente e placa le mie ansie di essere umano.
Mi piace il mare perché lo guardo con gli occhi del cuore, la sua profondità ci dona  il colore del cielo, sul mare si rispecchiano la luna e le stelle,  i suoi abissi sono popolati da esseri viventi, che come noi, esseri umani hanno la loro vita  e la loro storia , la sabbia fine e rosata fa pensare alla polvere di stelle, e la sua morbidezza e il suo calore ci ricorda il velluto.
Le onde si infrangono a riva con il suo incessante movimento, è un grande spettacolo della natura che non finirà mai di esistere, i volti delle persone che guardano il mare saranno sempre diversi, il mare no, avrà sempre lo stesso volto fino alla fine dei tempi.   In estate, ci sono tante persone e tanti oggetti sulla spiaggia: ombrelloni colorati, seggiole alte, basse, lunghe, corte, teli e asciugamani con le figure più strane, borse di vari colori e misure.
Sono bellissimi i bambini che vanno incontro alle piccole onde, e riempiono i secchielli di acqua per fare i castelli di sabbia, è piacevole vedere persone che camminano in riva al mare, o stanno sdraiati a farsi accarezzare dal sole.
Mi fanno tenerezza le coppie di anziani che dalle loro sedie contemplano il mare, non parlano quasi mai… c’è solo il rumore delle onde che riempie i loro silenzi, quei silenzi intrisi di ricordi del passato, di una vita vissuta insieme affrontando i problemi, i dolori e le  gioie.
Sulla spiaggia un uomo vende aquiloni colorati, sono belli a vedersi così in alto sullo sfondo del cielo azzurro.
Si sentono suonerie di cellulari che inondano la spiaggia di musiche diverse, le ragazzine camminano pensando al loro futuro di giovani donne, come madri o donne in carriera, i ragazzi facendo un po’ i bulli, cercano di godersi le vacanze allontanando il pensiero della scuola e dei compiti da fare.
Un bagnino con il suo fischietto e il salvagente pronto per l’uso, richiama un nuotatore che si era spinto oltre…
Oggi, in riva al mare, c’è anche un altro oggetto, molti fanno finta di non vederlo, ma è lì, con le sue due ruote alte, e un cappellino rosa attaccato ad un gancio laterale.
È un oggetto che parla di dolore  Una sedia a rotelle. Quante lacrime chi spingerà quella carrozzella, prima di arrivare alla rassegnazione, e quanta tristezza chi è costretto a vivere la sua vita così.
Ho vagato il mio sguardo in giro, ho capito a chi appartiene quella carrozzella: nel mare, su un materassino è adagiata una giovane ragazza, ha una posa innaturale, solo con la testa e le braccia fa  dei leggeri movimenti, ai bordi del materassino un uomo e una donna, forse i genitori e una cerchia di giovani, sembrano tutti felici, perché lei è allegra e spensierata.
Che cosa le sarà successo? Un incidente? Una malattia ?
Abbandono questo pensiero triste, oggi lei sorride felice, ed  è questo quello che conta veramente. La ragazza guarda estasiata il soffitto blu di questa grande stanza che è il mare, finalmente vede il cielo che si confonde con l’acqua, sembrano attaccati se uno guarda l’orizzonte. Lei…non avrebbe mai affrontato le onde schiumose sul suo corpo per nuotare, la sua vita appartiene ad un'altra realtà, se ci saranno dei giorni che si sente *figlia di un Dio minore*  è bello  vederla cullata da questo mare, che oggi appartiene anche a lei. Che memoria avrà del suo corpo, porterà sottopelle il suo stato di essere diversamente abile? Solo lei sa, fino a che punto è grande la consapevolezza del suo stato di sofferenza.
Io credo che il Signore, se dona la forza per superare delle prove così grandi, dà anche la forza  per accettarle. Con tutto il cuore ho detto una preghiera, perché la Madonna le porga la Sua mano nei momenti di tristezza.
In quel momento c’è stata un’onda più forte delle altre, il materassino ha vacillato, forse era la mia preghiera che gli Angeli degli abissi con il dolce movimento del mare hanno depositato nel cuore di questa creatura così bella e così provata dalla vita. La tristezza ha ingabbiato la mia anima, ma non volevo che prendesse il sopravvento, le cose belle e le cose tristi fanno parte della vita, e del nostro cammino, dobbiamo solo accettare quello che la vita ci riserva.
Per vincere le lacrime, ho volto il mio sguardo su un gabbiano che volava alto nel cielo, chissà…voleva andare a parlare con il sole, ma la luce era forte, allora ha cambiato direzione, si è diretto verso la montagna che circondava la baia, e lì ha incontrato un’aquila con due ali grandissime, ho chiuso gli occhi, la mia fantasia ha iniziato a creare immagini,  ho immaginato di essere io quel gabbiano, e con una mano mi sono attaccata alla grande ala dell’aquila  ed ho circondato con le braccia la sua testa, non avevo paura, mi sentivo protetta da una grande forza, una forza  che guidava i miei pensieri, le mie emozioni e il mio amore per la vita.
E’ solo l’amore che dai che conta, il corpo è solo uno strumento fra il cuore e la mente.
Che meraviglia la natura,  ero salita così in alto che vedevo un panorama unico e meraviglioso sotto di me. Ho pensato che i problemi del mondo sono tanti, ma sembrano così evanescenti e piccoli quando voli alto nel cielo, sentivo una musica insolita nel mormorio del vento, il sole che batteva sul mare formava dei grandi specchi lucenti, le case e le montagne sono così piccole che sembra di vedere un presepe in miniatura.
I prati e i giardini sembrano piccoli fazzoletti stesi ad asciugare al sole, le strade assomigliano a dei viottoli di montagna, le auto piccoli giocattoli con le ruote, gli esseri umani assomigliano ad  uno stuolo di formiche che compie il suo lavoro, ognuna con la sua mansione. Una voce mi seguiva in questo mio fantastico viaggio, era la voce del vento che non sapevo da dove veniva e dove mi portava, mi raccontava le imprese e le gesta degli uomini nel corso dei secoli, mi ha fatto ammirare le meraviglie dei luoghi viste dall’alto, bellissimi i templi di Agrigento, le rovine di Segesta, Senilunte, Sciacca. Erice, la Basilica della Madonna di Tindari con la spiaggia sottostante.
Ho contemplato i  mosaici di Piazza Almerina, ed in quelle scene di vita vissuta ho rivisto il loro passato, sono passata sulla spiaggia di San Vito lo Capo con il suo mare cristallino e sulla spiaggia di Punta Secca dove hanno girato tutti gli episodi del  Commissario Montalbano.  Ho ammirato le bellezze della la città di Palermo, di Monreale e di Catania, sono passata sui crateri del vulcano Etna, ho percepito il calore del suo fuoco perenne, a Siracusa ho quasi sfiorato dall’alto  la punta della Cattedrale dedicata alla  Madonna delle Lacrime.  Volando, in questo immenso cielo ho incontrato un angelo, gli ho chiesto di prestarmi il suo corpo etereo e le sue ali per innalzarmi ancora di più, desideravo vedere gli occhi della luna da vicino per contemplare il suo sorriso,  volevo che un raggio di sole mi colpisse il cuore, anelavo toccare la morbidezza delle nuvole e formare astratte figure, volevo camminare dolcemente sulle stelle come se fosse un tappeto di coriandoli luminosi, parlare con il tuono e del perché  del suo brontolio che fa tanta paura ai bambini,  vedere la luce accecante delle saette quando attraversano il cielo, essere cullata da un profumato giaciglio di lavanda, volevo adagiarmi sull’arcobaleno e tuffarmi nei suoi colori, sognare una coperta di fiori di pesco e un cuscino formato dal pulviscolo di stelle, volevo stuzzicare la coda della cometa, vedere la grandezza dei pianeti, calpestare il suolo di Marte, sedermi sui cerchi di Saturno, ammirare una pianura di Giove, contemplare la bellezza del sole al tramonto ed essere inondata dal suo colore rosso fuoco.
Finito il mio volo, ho chiesto all’angelo di regalarmi una nuvola rosa trainata da due cavalli alati  per atterrare dolcemente sulla sabbia dorata.
Improvvisamente il silenzio,  il vento non mi parlava più, l’angelo era sparito,  avevo sognato? Quante immagini aveva prodotto la mia mente. in quel viaggio sotto le spoglie di un grande gabbiano…
Ho aperto gli occhi, le voci degli esseri umani mi sono venute incontro, tutto era tornato alle sue dimensioni normali, sulla spiaggia, c’era ancora tutto, anche la sedia a rotelle, e sul materassino la ragazza accarezzata dal sole  rideva felice.
Ma c’era un oggetto in più, vicino ai miei piedi, una lunga piuma bianca, per paura che fosse un miraggio l’ ho raccolta, era vera e reale, forse era caduta dalle ali del gabbiano che volando alto nel cielo, mi ha fatto vivere con la fantasia questa grande e unica avventura.
La piuma avrebbe rappresentato per me il simbolo per non dimenticare mai, che un giorno, con la fantasia in riva al mare,  un gabbiano mi ha fatto volare, e un angelo mi ha mostrato le meraviglie dell’universo.

 

Maria Luisa Seghi
 

IL GABBIANO....

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QUESTO PICCOLO RACCONTO E' LA STORIA DI UNA CAREZZA SULL'ANIMA

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Era una lunga scalinata, ai piedi di una chiesa, salivo di corsa, solo un uomo sui gradini di pietra.
Nel silenzio, sentivo il rumore del suo bastone bianco che batteva uno dopo l’altro sugli scalini, con ritmo stanco quel giorno…il vento soffiava forte, il suo cappello  è  volato via, per fermarsi in fondo alla  lunga scala,  io correndo sono andata a  raccoglierlo, l’ ho scosso dalla polvere, l’ ho  messo fra le sue mani  un po’ tremanti, lui non vedeva il mio volto, non sapeva chi ero…ero solo una voce come tante.
Ma lui, felice  ha sorriso, ha cercato con le sue mani di accarezzare le mie,  e dolcemente mi ha ringraziato.
Nei suoi occhi spenti, ho visto l’amore per la vita nel suo sorriso ho visto la speranza, nella sua voce ho sentito  una dolcezza infinita..
Il suo amico bastone, ha iniziato di nuovo a ritmare gli scalini  di pietra che incontrava.
Era già lontano, andava per la “sua strada sempre buia” anche se il sole splendeva e i colori della natura lo circondavano.
Io,  sono  rimasta ferma,  a fissarlo in cima alla scalinata, Ormai era un puntino su un marciapiede anonimo.
Il  suo sorriso, mi è  rimasto dentro, e come per magia si è trasformato in una carezza per l’anima.
E’ la sensazione che ho provato un giorno, porgendo un piccolo aiuto ad un signore non vedente.
Con tristezza penso al suo spazio nel tempo, che non ha la luce del giorno, per lui è sempre notte, penso, ai colori  e a tutte le meraviglie della natura, che non può vedere e apprezzare.
Penso, a che cosa penserà il suo cuore quando sentirà i profumi, della natura,  del cibo, dei fiori, il rumore delle onde del mare
Penso, a come vagherà la sua mente cercando di immaginare il volto di una persona,  sentendo solo la voce.
Con gioia penso, alla sua felicità, per la grande immaginazione che gli fornirà la mente,  dando a tutte le cose una visualità che solo lui vede.
Credo che,  nessuna persona sappia apprezzare veramente, che cosa vuol dire : *aprire gli occhi * e vedere la luce del sole.
Come credo che, nessuno che ha il dono della vista, possa capire veramente che cosa vuol dire * aprire gli occhi * e vedere il buio…il buio, e ancora il buio.

Ho pensato tante volte, aiutando questo signore, che cosa io, avevo visto,  quando dolcemente mi ha sorriso, ora lo so..in quel sorriso ho visto Dio, che lo illumina con la Sua luce , nel momento che gli porge la Sua mano.

Maria  Luisa Seghi

 

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" NON PUO PIOVERE PER SEMPRE "

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Desidero dire queste semplici parole a tutte quelle persone che hanno la tristezza nel cuore, c’è sempre una luce in fondo alla strada che percorriamo  e se in dei momenti la vediamo solo come un puntino lontanissimo e irraggiungibile, dobbiamo avere la forza e la speranza di combattere.
Solo così che ce la faremo a superare gli ostacoli che ci vengono incontro lungo il cammino della nostra vita.

                                         Maria Luisa
 

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                                                         ****&&&****

Oggi, una nota di tristezza ha invaso il mio cuore. Quale cura migliore per le lacrime che scendevano  ascoltare la melodia di una dolcissima musica ad occhi chiusi, per poi aprirli, e guardare il cielo immenso e misterioso.

Le parole dobbiamo trasformarle in poesia… ed aspettare che lentamente scivolino dentro la nostra anima.

Siamo tutti angeli con un’ala soltanto…e possiamo volare solo se ci abbracciamo.

Se il sole può donare al cielo il suo arcobaleno più bello dopo un temporale, anche la vita forse ci maltratta un po’ per offrirci qualcosa di prezioso…

                                                       ****&&&****

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Questo mio pensiero lo invio a tutte le persone che entrano nel mio sito perché,  per me, sono tutte persone speciali .

Invio a tutti una scatolina virtuale piena di fiori profumati, è il contenitore dei ricordi e dei desideri.
Se con la forza della mente la guarderete attentamente vi accorgerete che ci sono dei cassettini con dentro le fasi della vostra vita, con i suoi momenti di gioia, di tristezza, i sogni realizzati , le vostre aspirazioni, le vostre delusioni e le vostre vittorie, la famiglia e il lavoro.
E’ rimasto solo un cassettino vuoto , riempitelo di speranza e….

“Apritelo  una volta al giorno”

******* 

Maria Luisa
 

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LA SPERANZA E LE MIE RIFLESSIONI...

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CLOWN PER DIVERTIMENTO BIMBI

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" LA SPERANZA "

“Non lasciatevi rubare la speranza….”
Queste le parole di Papa Francesco per la pace nel mondo.

La speranza, è una cosa che non si vede, ma esiste, è appoggiata dolcemente in un cassettino della nostra anima
La speranza è una cosa astratta, ma è presente in ogni luogo del mondo, in ogni momento della giornata è nel cuore di ogni essere umano, come una piccola luce che illumina la nostra vita.
E' come un lungo filo dorato, pieno di palline colorate che avvolge tutto l'universo; se intorno a noi fosse silenzio, e il mondo ipoteticamente  si fermasse per un attimo, e noi avessimo il potere di ascoltare tutte le parole del genere umano, ci accorgeremo che la speranza è sempre presente in ogni momento, c’è sempre una persona che ha visto la sua speranza che si è illuminata ed  è diventata realtà.

IN NOI C'E' LA SPERANZA - Che nel cuore delle persone esista la generosità e l'amore per gli altri, perché, è solo dando l'amore agli altri che saremo in pace con noi stessi.

IN NOI C'E' LA SPERANZA - Che le persone che hanno la malsana abitudine di bere alcolici e di drogarsi, abbiano il buon senso di non mettersi alla guida di nessun veicolo, solo così eviteranno di fare del male agli altri e a loro stessi. Gli ospedali sono pieni di persone vittime di incidenti stradali, evitiamo questa strage.

IN NOI C'E' LA SPERANZA - Che le madri non uccidano più i figli e i figli non uccidano più le madri .

IN NOI C'E' LA SPERANZA - Che chi fa del male in qualsiasi forma a bambini uomini donne e persone anziane, sia punito severamente.

IN NOI C’E’ LA SPERANZA – che tutti abbiano rispetto per la natura e che venga punito chi fa del male agli animali.

IN NOI C'E' LA SPERANZA - Che dalle menti degli scienziati che fanno le
ricerche per le malattie, germoglino le idee e le ispirazioni per
progredire nel campo della medicina, rendendo efficaci i medicinali per debellare le malattie più pericolose e rare.
IN NOI C'E' LA SPERANZA - Che gli ospedali siano guidati da personale
medico che dialoga e sorride con il malato, e che venga fatto il possibile per  evitare errori nelle corsie e nelle sale operatorie e sperando che non trattino questa persona come un numero, lui...è lì..e mette la sua vita nelle vostre mani, ha fiducia in voi, non deludetelo.

IN NOI C'E' LA SPERANZA - Che gli ospedali per i bambini, diventino tutte fabbriche di sogni con tanti giocattoli, e tanti clown  che facciano divertire questi piccoli, forse in quei momenti dimenticano le loro malattie, e se, purtroppo qualche bambino non ce la fa, e vola via.... il suo ultimo sguardo, non deve posarlo sui fili che lo tengono attaccato alla vita, ma su pareti dove saranno proiettate immagini
colorate e festose, e il suo lettino ricolmo di tanti giocattoli, mettiamo nelle sue piccole braccia un orsacchiotto di peluche che si porterà *Lassù* dove lo aspettano gli Angeli.

IN NOI C'E' LA SPERANZA - Per la fine delle guerre che creano odi che dividono i popoli, e che venga cancellata la cattiveria che si espande sempre di più.

IN NOI C'E' LA SPERANZA - Che chi guida il nostro popolo sappia sempre collegare il suo cuore con la mente e che ci sia più giustizia per tutti.

LA SPERANZA E' come una musica che non si arrende davanti alle avversità della vita.
Passano le stagioni, la SPERANZA e la musica resteranno sempre.

HO INTRAVISTO LA SPERANZA – nelle  lacrime di un malato, nel sorriso di un bimbo, nel dolore di una madre, nel volto di un anziano che spera ancora nella vita.

HO VISTO LA SPERANZA – nello sguardo di Papa Francesco, ho sentito nel mio cuore una carezza ascoltando le sue  parole piene di amore, umiltà e carità.
Lui sogna  di riunire tutte le religioni del mondo perché siamo tutti sotto lo stesso Dio e tutti sotto lo stesso cielo.

Staserà mi addormenterò sognando e sperando per ognuno di noi un domani migliore
Vorrei svegliarmi domattina e aprendo la finestra per salutare il nuovo giorno vorrei vedere dei grandi carri infiorati e un tappeto di petali di fiori sull’asfalto, e capirò che quello è il profumo della speranza che rimarrà sempre nell’aria e nel nostro cuore.

Maria Luisa Seghi

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INFIORATA SULL'ASFALTO

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UNA PIAZZA INFIORATA

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ANTICO CAMPANILE

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I RINTOCCHI DELLE CAMPANE

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LA VOCE...DELLE CAMPANE

Lo sapete che anche le campane parlano e hanno un’anima?
Basta saperle ascoltare, i rintocchi, si diffondono nell’aria portati dal vento, che, secondo come suonano ci trasmettono un messaggio diverso.
Lo  scampanio gioioso, si sente quando c’è una festa religiosa, o un rito  come un matrimonio o le Comunioni dei bambini. Fanno i rintocchi cadenzati, quando avvertono che c’è la Messa o le funzioni serali, o i rintocchi per le ore  che passano.
Poi c’è un suono che tutti riconoscono, quello triste di quando c’è un funerale, forse…suonano piano perché, non vogliono smuovere l’aria, gesticolando e dondolando, potrebbero ferire un’anima che passa in quel momento per volare Lassù accompagnata dagli Angeli.
Immagino queste campane che parlando fra loro, ridono o piangono secondo l’avvenimento, come nella vita... ogni cosa ha il suo contrario: il sorriso e le lacrime, il ricordo e la dimenticanza, la felicità e la tristezza, l’odio e l’amore, gli opposti vengono mescolati è questa la forza, e il saperne riconoscere la differenza.
Oggi, mi sono sentita accompagnata dai rintocchi delle campane nel momento che entravo nel piccolo cimitero di un paese del Casentino, dentro di me un grande silenzio, volevo soltanto sentire con la forza della memoria e dei ricordi, le voci dei miei cari che riposano qui, è un luogo dove non dobbiamo entrare se non sappiamo parlare con il cuore, è lo spazio dove abita il dolore, e la rassegnazione.
Tutti, entriamo in questo spicchio di terra, con molto rispetto, i nostri passi sono leggeri e silenziosi, parliamo sottovoce come se avessimo paura di svegliare qualcuno, gli occhi non sono vivi e ridenti, sono socchiusi e lucidi, le menti piene di mille ricordi e di mille pensieri come se, con la mente la persona che è scivolata via si riformasse dentro di noi, allora ricordiamo tutto di chi ci ha lasciato, anche la voce che credevamo di aver dimenticato.
La disperazione di perdere una persona cara entra nella nostra vita, senza bussare, ci segue come un’ombra e dorme vicino a noi sul cuscino, la mattina la ritroviamo lì vicino alle nostre cose, in noi c’è la speranza, che, piano, piano entrerà nel cuore la rassegnazione che calmerà le ansie del dolore.
Qui ci sono i miei genitori, i miei zii, i miei nonni, e tante persone che conoscevo, guardo le foto sulle lapidi, chiudo gli occhi e lentamente mi vengono incontro le storie e i sogni di ognuno di loro…
Proprio con l'esile filo dei sogni, e dei ricordi leghiamo i nostri giorni che passano, leghiamoli stretti, così rimarranno con noi anche se il tempo che passa cercherà di portarceli via.
Ho aperto i cassetti della mia memoria, come si apre un barattolo di vetro, e ho gettato una manciata di parole nella mia mente, nel silenzio ascoltavo i rumori della natura che mi circondava, solo le campane, facevano da colonna sonora ai miei pensieri.
Cammino nei vialetti, i fiori e le piante formano nell’aria un gradevole profumo, leggo le date, leggo le frasi scritte sul marmo, mi fermo, davanti a me, appoggiata alla lapide una bellissima cornice d’argento racchiude la foto di un giovane di 19 anni che sorride felice, accanto il modellino di una moto…la sua grande passione le moto, correva per le vie del paese, poi un giorno durante una gita il suo corpo è rimasto lì sull’asfalto, ed ora riposa per sempre in questo luogo, che è diventata la sua casa per l’eternità.
Poco distante un altro giovane, 30 anni sorrideva sempre con tutti e rallegrava le serate estive con le sue battute e il suo buon umore, un giorno…è diventato serio e triste, leucemia…ma sperava sempre nella scienza della medicina, ad ogni miglioramento si attaccava alla vita come la pianta dell’edera su una bella parete bianca, poi la morte l’ ha portato via… Poco distante una giovane mamma che ha lasciato i suoi figli piccoli, una giovane ragazza, un grande poeta, un narratore di storie, un giovane musicista, un pescatore, un agricoltore, quante foto…quante date…
Ora sono di fronte alla foto dei miei genitori, mi sorridono, dico una preghiera poi passo oltre con tristezza…e tenerezza, il ricordo fa male al cuore….Ho visto la foto dei miei nonni, ricordo la severità del nonno per le sue brontolate, non mi parlava, bastava che mi guardasse con i suoi occhi pungenti per rimettermi in riga, invece ho ricordato con nostalgia lo sguardo della nonna che sapeva sempre consolarmi con una carezza, anche quando combinavo una marachella.
Passando davanti a queste immagini mi sembra di recepire di ognuno, uno scampolo di anima, perché li ho conosciuti, ho parlato con loro ho ascoltato le  delusioni e i  sogni , spero solo che, dal luogo dove sono ascoltino le mie preghiere.
Per questo, io cerco di consolare le persone con le mie lettere e le mie parole, dopo un dolore, una malattia, o la perdita di una persona cara.
Solo se ci impegniamo per qualcosa la nostra vita può avere un senso, altrimenti rimarrà un groviglio di giorni inutili nell'attesa della morte.
Un domani diremo che abbiamo vissuto, che abbiamo amato, che abbiamo sorriso, che abbiamo pianto, che abbiamo inseguito nel cielo palloncini colorati, che siamo entrati nei colori dell’arcobaleno con i nostri sogni attaccati agli aquiloni. Non ne avremo raggiunto neanche uno, ma ci avremo provato. La nostra vita come è nata ha una fine, solo l'amore che doniamo è immortale. Quando non ci saremo più, questo amore aleggerà sopra di noi per quelli che verranno, e ricorderanno le nostre azioni.

Sono uscita con passi lievi e silenziosi non volevo  più disturbare la quiete di questo luogo sacro, ho chiuso il cancello che cigolando ho avuto la sensazione che mi salutasse, ho guardato il cielo, era pieno di nubi che indicavano un nuovo orizzonte: erano nuvole..ma formavano dei disegni come se fossero tanti fiori, così nella natura e nell’universo ho ritrovato la vita.
Ho fatto questa  riflessione sulla morte e sull’esistenza, sentendo i rintocchi delle campane e ascoltando  quell'armonia che entra nell' anima.

                                          Maria Luisa

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"Quelli che ci hanno lasciato non sono assenti, sono invisibili, tengono i loro occhi pieni di gloria fissi nei nostri pieni di lacrime" S.Agostino >>

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MONTEMIGNAIO -IL CAMPANILE DEL CASTELLO

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CASENTINO - IL CAMPANILE DELLA PIEVE

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FIRENZE - IL CAMPANILE DI GIOTTO

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MADRE E FIGLIO

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La parola " MADRE" è nascosta nel cuore e sale alle labbra nei momenti di dolore e di felicità, come il profumo sale dal cuore della rosa e si mescola all'aria chiara.

KAHLIL GIBRAM

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Firenze 1969 - Il primo anno di mia figlia Cristina.

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GLI SCHIAFFI E LE CAREZZE DELLA VITA...

PENSIERO DEDICATO A MIA FIGLIA

Ti dedico questo pensiero con tutto il cuore, come solo una mamma sa fare, è una riflessione per gli avvenimenti, le carezze e gli schiaffi che la  vita ci riserva.
Da quando della scrittura ne ho fatto una missione, ho scritto a tante persone,  ho confortato con le mie parole, ho dato gioia con un sorriso, ho cercato di far capire con semplici parole il senso della vita, ora spero di trovare le parole giuste per esprimere questo mio pensiero verso di te.
Sai, sono tanti i sogni che fanno le madri quando le figlie si sposano, sognavo la tua ultima notte, nella casa che ti aveva visto crescere, e sognavo di vederti indossare il vestito da sposa, con le solite lacrime in tasca,  abbracciandoti, ti avrei augurato tanta felicità. Ma  ormai è tanti anni che non vivi con noi, e questa piccola gioia mi è stata negata, ma ricordo molto  bene i particolari del mio matrimonio,  avvenuto nel lontano agosto 1966, era una bellissima giornata di sole, mio padre (tuo nonno), mi svegliò alle 7 portandomi il caffè, aveva gli occhi lucidi, sapeva che quella era l’ultima mattina che mi svegliavo in quel letto, e l’ultima mattina con loro come nucleo familiare, la mia mamma (tua nonna), era in cucina che piangeva per l’emozione, ma anche  perché, non avrei più condiviso con lei tutte quelle piccole sfumature madre figlia, ora andavo incontro ad un altro capitolo della vita, un capitolo nuovo: la mia famiglia.
Da una parte, della camera c’era una nuvola bianca, era il mio abito da sposa, per me bellissimo, lo avrei indossato per vivere quel giorno, ecco…ero pronta,  lo specchio molto generoso, mi ha dato la visione di una donna *bellissima * tutte le spose si vedono belle quel giorno, non è solo il trucco, o il vestito, o quei fiori fra i capelli in mezzo al tulle del velo che ti incornicia il volto. ma è uno sguardo diverso dal solito, esprime la felicità che hai dentro, assomiglia alle ali degli angeli, che si posano sul cuore e ti accarezzano l’anima. Ho un bellissimo ricordo di quel giorno, coronavo il mio sogno d’amore, l’auto elegante che mi portava alla chiesa, i fiori gli auguri e gli abbracci di tutti gli invitati, la musica che inondava la chiesa delle note dell’Ave Maria, il riso che sembrava neve all’uscita della chiesa, i confetti, il pranzo gioioso e allegro, la mia nuova casa, i regali ricevuti, il viaggio di nozze in Spagna, avvenimento formidabile per me che non avevo mai fatto lunghi viaggi.
Ricorda figlia mia, il matrimonio è un giorno particolare e va vissuto nella sua pienezza con tutti i sentimenti, deve rimanere in uno dei cassettini della memoria,  e con gli occhi chiusi dobbiamo riviverlo, specialmente nei giorni tristi che possono capitare lungo questo percorso della  vita a due, sai  il matrimonio è come un grande contenitore di cristallo, contiene tanti ingredienti:
AMORE,  RISPETTO  FEDELTA’  TENEREZZA   COMPRENSIONE  PAZIENZA
Insieme,  a tutto questo, ci sono anche   * IL MIELE  e IL FIELE *

Il miele è facile da ingoiare.. il fiele,  per ingoiarlo,  bisogna mescolare bene tutti gli ingredienti, solo così, e con la buona volontà, qualsiasi difficoltà verrà superata.
Questi sono piccoli consigli che può dare solo una madre, che ha adoperato tutti gli ingredienti  che sono in  quel contenitore di cristallo, per affrontare gli anni che passavano.
Ti ho voluta con amore, e con amore ti ho portato 9 mesi dentro di me, ho sopportato bene la nausea che ho avuto per tutto il periodo della gravidanza.  Dovevi stare così bene lì dentro che non volevi nascere…ti faceva paura il mondo?
Poi…in una afosa e assolata mattina  di agosto, dopo circa 12 ore di dolori fortissimi ti affacciavi alla vita, le tue urla riempirono la stanza, uno sforzo immane e avevo fatto un grillino urlante e tutto pepe,  i tuoi occhi erano di un colore indefinito fra l’azzurro e il verde, erano così perché nascendo avevi guardato il cielo e le piante del giardino? 
Sei nata sotto il segno del Leone, e hai dimostrato subito la tua grande forza, anche se pesavi solo 2 k e 400 grammi, ma eri bruttina e grinzosa, e così piccolina per avere tutta quella voce, ti ho guardato un attimo perplessa, ma con grande amore,
Quando ti cambiavo erano così grandi i vestitini che ti perdevi dentro.sembravi così fragile, che avevo sempre paura che un braccio mi rimanesse in mano…ma l’istinto materno prevale sempre, anche se all’inizio, le piccole difficoltà sembrano enormi.
La nonna emozionata mi ha detto:
“Non preoccuparti, non è bruttina come sembra…appena nati sono tutti un po’ così…anche te appena nata non eri proprio una Miss…”
Il nonno, quando ti ha visto ha detto: “La facevo meglio io…”
Questa frase detta con tanta spontaneità, mi è rimasta sempre dentro, pensando a quanto ti ha voluto bene, via,  via che il tempo passava mi diceva “ma come diventa bella questa bambina”  Quante volte ti ha portato a vedere  i treni alla  stazione , che era il  suo posto di lavoro, quante corse ai giardini, quanta emozione i voli sull’altalena,  gli piaceva vederti correre felice, eri la sua unica nipotina, a lui piaceva fare la parte del nonno,  peccato… che la sua vita si è spezzata così presto, io ho perso il padre, tu hai perso il nonno tanto amato, aveva ancora tanto da dare alla sua famiglia.
Gli anni sono passati, superando le prime cadute a terra, le corse al Pronto Soccorso per farti mettere i punti ai ginocchi, alla testa, le ingessature al braccio poi alla gamba, i tuoi capricci, le malattie infantili, le pagelle della scuola non bellissime. Non eri proprio una femminuccia…che giocava sempre con le bambole, sembravi un * maschiaccio * quando giocavi a pallone.
Mi dispiace non aver passato più tempo con te, quando eri piccola, ma penso ora che sei adulta e lavori, capirai che dovevo andare a lavorare, lo comprenderai ancora meglio se un giorno anche tu avrai dei figli, solo allora si capisce.
Sai Cristina in  una donna sono racchiuse tante donne insieme : la moglie la mamma la lavoratrice, la figlia la nuora e l’amica,  pensa quante persone deve ascoltare…e comprendere…
Praticamente sei diventata una signorina senza quasi che me ne accorgessi, avevi le tue amiche, i primi balli alle feste in casa,  i primi innocenti amori con i ragazzi.  la scuola non ti piaceva molto, e io ti dicevo: “Studia, non te ne pentirai, è meglio avere un bagaglio di cultura ed essere indipendenti, io volevo fare l’impiegata ma con la licenza di terza commerciale,  sono stata dietro ad un banco tutta la vita.”
Hai fatto tutti quei corsi di studio con grande volontà, e proprio da questa volontà che sei diventata quello che sei adesso,  io sono orgogliosa di te,
Ho ascoltato le gioie e i dolori che avevi sul lavoro, sulle amicizie sull’amore, ho cercato di insegnarti sempre la differenza fra il bene e il male, e vedendo come sei diventata ho capito che mi ascoltavi.
Finiti gli studi, a 18 anni hai iniziato il tuo lavoro di impiegata, Luglio 1989, andavi a lavorare in motorino…..
Quella notte avevo fatto uno strano sogno..dovevo prepararmi ad essere forte?
“Oggi non sarà un giorno come gli altri, che cosa dovrò affrontare?”
A mezzogiorno, il suono del telefono mi è entrato nel cuore come un coltello, era un medico dell’’ospedale di Torregalli , rivivo ancora oggi con sofferenza, quel giorno che non dimenticherò mai.  
La mattina, in motorino eri andata a sbattere con il viso e la testa contro un furgone fermo, lasciando una grossa ammaccatura, chissà…sarà stato per scansare qualcuno o qualcosa, chi lo saprà mai, non hai mai ricordato…una signora dalla finestra aveva visto in mezzo alla strada una ragazza per terra svenuta, il sangue
sul volto,  poco distante  un motorino, aveva capito ed ha chiamato aiuto, forse un angelo  aveva sussurrato a questa persona di affacciarsi e ti ha salvato…
E’ stato un miracolo che tu sia rimasta viva, con una botta del genere non ci si salva tanto facilmente. Il Signore  è stato misericordioso, ti ha lasciata a noi…
Quando sono arrivata in ospedale non ti riconoscevo, il viso era una maschera, tutta gonfia. gli occhi non si distinguevano più, eri piena di ammaccature in tutto il corpo, e sangue…sangue…sui lenzuoli, sul volto sulle mani, non ti muovevi nemmeno, sembravi un manichino rotto, gettato su una coltre di neve, ho alzato gli occhi al cielo in segno di preghiera e in cerca quell’aiuto che avevo bisogno in quel momento per far comprendere alla mia mente che cosa era successo, con le mani stringevo forte la spalliera del letto per non cadere, per quel dolore che mi annientava. Per tutta la notte  ti ho tenuta per mano, volevo farti capire che ero vicina a te, anche se il guardarti mi faceva soffrire. Quando ti sei guardata allo specchio, le lacrime hanno cambiato il colore dei tuoi occhi, ma sono rimaste bloccate lì,  sei stata forte, non volevi che lo sgomento ti avvolgesse per rovinarti quella vita che ti era stata concessa salvandoti…ma è stata dura…per te, per tutti noi…
Per risalire la china, ce ne è voluto di tempo...Eri cambiata  è stato come se i  pensieri, le tue sensazioni passate fossero rimaste sull’asfalto  insieme a quel motorino ridotto ad un ammasso di ferraglia, ed anche il tuo cuore era diverso, ti era  resa conto di come può essere veloce perdere la vita…
Anche spiritualmente eri cambiata, da allora hai un rapporto  con la fede, che molte volte mi ha lasciata sconcertata, non afferravo il senso delle tue parole.
*Lo capirai con il tempo…il soffrire ci cambia dentro…*- mi hai detto con tristezza.
Un po’ ho capito, visto il mio cambiamento dopo tutta la sofferenza che ho provato, per il mio stato di salute,  ma sono grata a questa sofferenza che mi ha fatto capire ed apprezzare la vita in tutti i suoi aspetti, come la spiritualità e il grande amore per la  scrittura che mi ha donato la grande emozione di far uscire dal mio cuore quelle scintille che si trasformano in parole.
A 25 anni ti sentivi pronta per affrontare la vita  ed hai  deciso di volare con le tue ali, andando a vivere da sola. Noi genitori un po’ all’antica non capivamo, dove avevamo sbagliato ?
Riflettendo ho capito,  non sono stati i nostri rimbrotti o i nostri insegnamenti come fanno tutti i genitori, avevi 25 anni, il mondo era tutto lì per te… volevi vivere la tua vita indipendente ed essere responsabile delle tue azioni. 
Qualche delusione ti aveva un po’ disorientata sulla vita a due…Poi arriva un giorno che *quel lui è diverso dagli altri *  e vi siete sposati.
Sei andata ad abitare  lontano da noi  genitori, non ci vediamo come vorrei, ti sento molto vicina, ti ringrazio per come ti preoccupi per noi, gli anni passano, i problemi di salute aumentano, ma è una cosa naturale, quando verrà il  “momento che attraverseremo il ponte della vita” è nel tuo cuore che resteremo.. niente va perduto…resteremo sempre nei tuoi ricordi.
Da Lassù…con le mie solite lacrime in tasca, ti guarderò , verrò nei tuoi sogni
Promettimi che ogni tanto rileggerai tutte le cose che ho scritto, che leggerai le mie poesie con lo stesso sentimento con cui le ho scritte, in quel momento ti sembrerà di ascoltare la mia voce e se chiudi gli occhi, ti sembrerà di sentire il ticchettio delle mie dita sui tasti, che parola dopo parola hanno riempito tante pagine bianche, e se con le mie lettere, i miei messaggi, i racconti,  mi ricorderanno, non sarò vissuta invano.
Ricorda che io so ascoltarti anche quando non parli, mi accorgo se soffri anche se non lo dici, e se mi permetto di darti qualche consiglio, è solo per darti la mia esperienza di vita già vissuta, e per dimostrarti con questi sentimenti il grande amore che sento per te
Quando scrivo, è come se avessi un libro dentro al cuore e alla mente, e via, via che le parole prendono corpo,  ho la sensazione di sfogliare le pagine ingiallite della mia esistenza passata, intervallate con le pagine bianche e lucenti della tua vita futura.                                                 
                                                                   
                                 La mamma       Maria Luisa       
                                                       
** CHE TU POSSA GIOIRE DELLE PICCOLE E GRANDI COSE DELLA VITA **

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L'amore di una madre è per sempre, essere madre, significa che il tuo cuore non ti appartiene più; esso segue i tuoi figli ovunque vadano.

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Figlia mia..un angelo veglierà i tuoi sogni

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OASI NEL DESERTO

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IL RIPOSO DEI CAMMELLI

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IL DESERTO DELL'ANIMA

Oggi voglio parlare del deserto, nelle sue varie forme.
C'è il deserto di sabbia e c'è il “deserto dell'anima”
Il deserto di sabbia inondato dal sole, è un luogo affascinante pieno di mistero e di vita, anche se ai nostri occhi tutto sembra fermo e immobile
Con la mia fantasia immagino di prendere un cammello e di seguire le carovane che passano. Camminano per chilometri, come se fossero su autostrade immaginarie, i cammelli, con il suo masticare ininterrotto e gli uomini con i suoi turbanti bianchi e i volti bruciati dal sole, guardano questa distesa dorata che sembra non abbia mai fine, la notte la luna e le stelle sono così vicine alla terra che sembrano appoggiate sulla sabbia, chi attraversa il deserto sa i pericoli che corre, ma loro no, è quella la sua vita, sono nati sulla sabbia, hanno giocato sulla sabbia, trascorrono la sua vita sulla sabbia, loro sanno come ripararsi dal sole, si portano le scorte di acqua, affrontano le tempeste di sabbia, che quando arrivano, sono così potenti, che i granelli entrano anche nel cuore, poi all'improvviso…il silenzio e tutto torna come prima.
La speranza dei carovanieri, quando sono molto stanchi, sono le oasi, che vedono da lontano se non si tratta di un miraggio..... che cos'è un miraggio? E' vedere una cosa anche quando non c'è, ma speri tanto che ci sia.
Siamo arrivati a un'oasi, le palme sono alte, tante piante verdi, là vicino a quei grandi vasi di terracotta, c'è un pozzo di acqua fresca è buona e ci ristorerà, ci sono anche dei fiori, il giorno sbocciano e la sera si richiudono per non sentire il freddo della notte, sembra incredibile che vicino a tanto sole e sabbia ci sia un luogo meraviglioso e pieno di verde come questo.
Ci sono tante forme di deserto: il deserto dell’anima  e l'oscurità della fede.
C'è il deserto della fame e della sete, della povertà, dell'abbandono e della solitudine, dell'amore distrutto, delle amicizie perdute. Alcune volte capita che una persona venga dimenticata, io immagino questa amicizia come un granello di sabbia nelle mani dell'altra persona, i granelli di sabbia sfuggono sotto le dita, e cadendo vanno a unirsi agli altri granelli che formano questa grande distesa di deserto, e quello che teneva nelle mani, non lo ritrova più, ora.....lì per terra sono tutti uguali.
Il deserto della fede è il dubbio per la ricerca della verità sull'esistenza di Dio. Questa verità è difficile da capire, si crede o non si crede…
La verità sull'esistenza di Dio è una domanda che molti si pongono, quando c'è il dubbio il primo pensiero è questo:
“Dov'è Dio quando lo cerchiamo o ne abbiamo bisogno?”
“ Dov'è Dio quando muore un bambino, un giovane per incidente, una ragazza per le violenze subite, un padre per incidente sul lavoro, una persona cara per malattia, una mamma che morendo lascia i suoi figli ? “
Dio è sempre con noi, se sappiamo ascoltare le sue parole, è nella nostra anima, nel nostro cuore, non dobbiamo dubitare di lui,  nel nostro percorso di vita ci sono i giorni con le gioie e quelli con il dolore, noi dobbiamo accettare gli eventi con rassegnazione perché fanno parte della nostra esistenza.
Basta guardare intorno a noi per vedere le meraviglie che Dio ci ha donato, l'acqua una cosa preziosissima, il sole per la luce e per scaldarci, la perfezione del mondo degli animali, la perfezione dei prati che a primavera sono pieni di margherite, le foreste piene di alberi, che ci forniscono l'aria pura per respirare, le stelle e la luna per farci sognare, la perfezione del corpo umano, la perfezione del concepimento e la nascita di un bambino, poi abbiamo la facoltà della parola, la forza della mente il nostro cuore che batte senza mai fermarsi e l’anima che guida la nostra coscienza e i nostri pensieri.
Come si può non credere?
C'è stata una persona che ha sentito la mancanza di fede come un'ingiustizia.
La frase che ha detto il grande scrittore e giornalista Indro Montanelli è stata ripresa da una intervista che lui ha rilasciato:
“Ho sempre sentito l'assenza della fede come una profonda ingiustizia.
Essa toglie alla mia vita, ora che sono al rendiconto finale ogni senso.
Se è per chiudere gli occhi senza sapere da dove vengo, dove vado e che cosa sono venuto a fare qui, tanto valeva non aprirli !!!! “
Io penso che questa persona nel suo modo di essere così autoritario, da sembrare una roccia, se qualcuno riusciva ad entrare nel suo cuore, si sarebbe sciolto come argilla.
Enzo Biagi un altro grande scrittore e giornalista che ci ha lasciato, era veramente un genio delle parole, mi ha colpito la frase, riportata sul giornale, che ha detto pochi giorni prima di morire.
“Mi sento come le foglie di un albero in autunno....ma tira un forte vento...”
Con queste parole ha voluto dire che la sua fine era vicina, proprio quel forte vento lo avrebbe portato via.
E' stata commovente la frase che ha detto il Cardinale Tonini nella sua Omelia il giorno del funerale:
“Speriamo che Dio lo abbracci stretto, stretto..”
Io sono convinta che Dio lo abbraccerà e lo terrà vicino.

La mia riflessione è finita, là fuori oltre al deserto dell'anima, oltre a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato..esiste un campo immenso di fiori, io sarò là, e immersa nelle mie parole, come un granello di sabbia parlerò ancora dei miei pensieri.

 

                             Maria Luisa Seghi

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IMMENSO E MISTERIOSO DESERTO

Guardavo affascinata le dune del  deserto,

dentro al  vento della tempesta di sabbia sentivo..

  tutti i rumori e le voci  del mondo…
 

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RIFLESSIONE E POESIA SULLA VITA E SULLA MORTE

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IN RICORDO DI UN GIOVANE VITTIMA DELLA STRADA

        Oggi voglio parlare di un ragazzo,  che amava la vita, la sua famiglia i suoi amici, e amava lo sport, in particolar modo il gioco del calcio.  Si chiamava Niccolò, 17 anni,  era una giovane promessa del calcio, ed aveva tutte le carte in regola per diventare un campione.
  “ Il ricordo  mantiene vivo l’amore “
Con questa bellissima frase, la famiglia ricorda in tutte le occasioni il figlio vittima di un  incidente stradale.
Era una fredda mattina di Febbraio, una strada…come tante, un giovane felice sul suo motorino viveva la sua vita…la morte passava in quel momento, ha colpito senza pensare al grande dolore che avrebbe provocato.
Un corpo senza vita….sono passati due angeli, hanno raccolto l’anima di Niccolò e sono volati in un mondo di Luce.
Sono passati diversi anni,  ma  il ricordo è sempre vivo nei cuori di chi lo ha amato e conosciuto.
L’altro giorno, fra un groviglio di nuvole, ne  ho vista una di forma rotonda , non sarà per caso la palla,  che serve a Niccolò per mostrare il bello del calcio anche sui prati fioriti del cielo?
  La terra di una bella collina ha accolto il suo corpo, nel sonno eterno della pace,  ma dai cieli dove vive  la sua anima guarda e protegge la sua famiglia.
In occasione del 7° anniversario della sua morte  ho inviato alla famiglia una cartolina virtuale da Lourdes , si vede la statua della Madonna dentro alla grotta, e davanti ci sono tutte le candele accese. Non avevo dimenticato la tragedia che aveva colpito la famiglia e volevo dimostrare che ero vicino a loro anche in questa ricorrenza,

Gentili genitori di Niccolò
Oggi anniversario della morte di vostro figlio, ho voluto mandarvi questa Immagine della Madonna perché so che stasera una funzione ricorda questo giovane atleta.
Io sono stata a Lourdes, essere in questo luogo fa provare  una grande emozione,  si prega con amore, si  piange con tenerezza, si sorride con gioia, in questo luogo magico e spirituale, le persone sono serene, anche il dolore del corpo e del cuore  ha la parvenza della  felicità.
Con questa cartolina ho chiesto alla Madonna di proteggervi, alla luce di queste candele ho chiesto di illuminare il vostro cammino.
E’ vero che il ricordo mantiene vivo l’amore, sarete sempre aiutati da Niccolò, io ho diverse prove della *Vita oltre la vita * sono sicura che è sempre vicino a voi.
Lui…non vi ha mai  lasciato, ha solo girato l’angolo della vita, ma il suo ricordo sarà sempre vivo nei vostri cuori.
Lo so che resta il dolore, ma come il nostro cuore sa prendere i pugni quando viene colpito da un grande dolore,  ci  dona anche le carezze per affrontarlo con  la speranza della  rassegnazione.
La fede che regna nella vostra famiglia vi aiuterà  a superare qualsiasi ostacolo.
Con una lacrima scrivo nel cielo la mia preghiera per Niccolò, se chiudo gli occhi vedo una grandissima valle verde che assomiglia ad un campo di calcio, se sentirò una voce che urla “GOL“ GOL”,  avrò trovato Niccolò che mostra a tutti il bello del calcio e il bello della sua breve vita vissuta.

******

UN ATTIMO..E  SI SPENGE IL SOLE

Un attimo…e si spenge il sole
se con il tuo mantello nero sei presente.

Lo so che sei la morte…

Sogghigni e aspetti paziente
in ogni strada, in ogni luogo del mondo.
Tu, che senza pietà recidi una vita
lasci quel corpo sull’asfalto
e ti prendi l’anima senza versare una lacrima.

E’ questa la tua missione,
nel silenzio carico di sospiri, penso con malinconia
a  quella vita che in un attimo ti sei portato via.
Una preghiera a Dio, fa placare le mie ansie,
frugo nella fredda cenere di un fuoco fatto di dolore.

Morte…

Ti parlo della vita a bassa voce
non voglio disturbare i tuoi pensieri
Ma è inutile, il tuo sguardo è altrove perso nel vento,
altre vite, altre strade, ti attendono.

***
Maria Luisa Seghi

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UN FIORE E UNA PREGHIERA PER ELUANA ENGLARO

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Riflessione sul problema Eutanasia : Il caso di Eluana Englaro

02 Febbraio 2008

Oggi, voglio parlare i un argomento molto delicato: l' eutanasia.
Eutanasia, sembra un nome femminile di altri tempi, invece questa parola, che vuol dire *staccare la spina* è la sottile linea di confine fra la vita e la morte, cioè togliere il movimento del respiro,  è solo questa macchina che dà la possibilità di respirare, praticamente, come lo so spiegare io, in modo semplice, vuol dire dare una *dolce morte* ad un essere umano, che si trova in stato vegetativo e in coma da molto tempo, e che nessuna medicina o trattamento può fare niente.
Il problema vero è che sono gli altri a prendere questa decisione,  la persona che dovrebbe decidere della sua vita, non è in grado di capire.
Questo argomento è molto attuale e molte persone si pongono il problema di come risolverlo.
Ne parlano i medici, gli scienziati, semplici cittadini, i giornali, la chiesa , i politici che devono fare le leggi, ma ancora non c'è una decisione precisa.
Facendo una riflessione:
Chi può sapere che cosa è veramente giusto, e si prende la responsabilità di  “staccare la spina” ? 
Per mia opinione personale, ci sono dei casi, che togliere quel leggero alito di vita,  sembrerebbe la cosa più giusta, anche per la famiglia che vive in una continua angoscia, lo so, la vita che ci è stata donata la toglie solo Dio, ma Lui capirà...e perdonerà, quando ci sono dei casi veramente disperati come la storia di Eluana Englaro.
Ho seguito questo caso con molta attenzione leggendo il giornale e ascoltando alla TV le varie opinioni.
Eluana era una bella ragazza di 21 anni, piena di voglia di vivere, come tutti i giovani della sua età, un giorno....un grave incidente stradale ed è precipitata nel tunnel del buio più completo, non si è più ripresa, è in coma vegetativo dal 1992. Sono già passati  tantissimi anni…
Non vi sembrano abbastanza tanti  anni di sofferenza per i suoi genitori, che vedono sua figlia in quello stato e impotenti non possono fare nulla?
Il padre combatte da anni perché, gli sia permesso di *staccare quella spina* che la lega ancora alla vita, ma questo lo possono fare (dice la Cassazione), solo se è in coma irreversibile, e se Eluana in vita avrebbe voluto così.
Eluana aveva solo 21 anni quando è successo l'incidente che l'ha ridotta così...come poteva pensare che le pagine del libro della sua vita fossero così crudeli.....?
Lo so, che anche per chi deve dare l'autorizzazione, è una decisione molto difficile, per tanti motivi che non sto ad elencare, ma gli anni sono lunghi da passare, perché, non ci mettiamo un momento nel cuore di questi genitori che non avranno più lacrime vedendo giorno dopo giorno, questa figlia, lì inerte, come una bambola rotta, penso che il dolore avrà prosciugato anche le loro anime.
Quanti ricordi avranno di questo angelo che non ha ancora le ali
PER QUESTO...ASCIATELA LIBERA DI ANDARE, E’  COSI’ CHE LEI VORREBBE “
Con questa mia riflessione porgo un grande abbraccio virtuale a questi genitori e desidero dirgli che quando Eluana *volerà via* la sentiranno ancora più vicina, il ricordo di lei vivrà sempre in loro e dentro di loro.

LETTERA VIRTUALE PER ELUANA ENGLARO

Oggi 10 febbraio 2009 tutto il mondo parla di te, perché ieri Lunedì 9 Febbraio sei volata via, non sei più un angelo senza le ali, ora fai parte del mondo Spirituale, e della Luce.
Dopo quel tragico incidente, vivevi uno stato di coma vegetativo e irreversibile, non potevi sapere o sentire, che tutti parlavano di te, la tua vita era collegata ad un sondino per l’alimentazione ormai da 17 lunghi anni, le battaglie che hanno dovuto affrontare i tuoi genitori sono state tante , quelle del cuore, nel vederti così, quelle della giustizia che aveva diversi pareri in merito.
Ti chiederai perché desidero chiederti scusa, nel sito di un bambino che si chiamava Tommasino, scrivo le mie riflessioni e i miei pensieri perché dialogo con lui virtualmente.
Il 2 Febbraio 2008 avevo inserito un messaggio che parlava di te.
“ ELUANA….LASCIATELA LIBERA DI ANDARE…E’ COSI’ CHE LEI VORREBBE…*
E’ un messaggio dove spiego con parole mie, l’eutanasia, cioè la sottile linea di confine tra la vita e la morte; la sofferenza che ho visto sempre sul volto di tuo padre, quando parlava di te, sui giornali e alla televisione, e la sua lotta per ottenere il consenso per lasciarti *libera di andare* dopo tanti anni che ti vedeva immobile nel letto di un ospedale.
Lui, voleva soltanto esaudire un tuo desiderio espresso prima dell’incidente, che ti ha ridotta così. Tu vedendo un tuo amico in coma irreversibile avevi detto chiaro che non avresti voluto sulla tua persona un accanimento terapeutico, e avresti preferito *Andare via* proprio staccando quella spina che ti teneva in * una vita, che non era vita *
Riflettendo sulla grande fede che ho, sulla mia convinzione della *vita oltre la vita* per quello che ho provato dentro la mia coscienza, quando eri in quella Clinica di Udine, per quello che ho provato quando hanno annunciato la tua morte, ho capito, tante cose, per questo:
*Umilmente ti chiedo di perdonarmi perché solo Dio ci dona la vita ci dona la morte.*

Ora, stanno preparando una legge per il Testamento biologico, nel senso che una persona ancora in grado di capire debba scrivere che cosa vuole che sia fatto in caso di coma vegetativo e irreversibile.
Se venisse approvata, prima di fare queste grandi battaglie, come nel caso tuo, ognuno saprà quale strada prendere, secondo la propria coscienza.
Senza rendetene conto, avrai contribuito a sciogliere i tanti nodi delle leggi e della giustizia, perché niente, avviene per caso, per tutto c’è una spiegazione.
I tuoi genitori sono rimasti soli, io dono a loro un grande abbraccio, ed ora che sei volata via, ti sentiranno ancora più vicina, perché vivrai per sempre nei loro pensieri.
So che tua madre è gravemente malata, proteggila e accarezzala, aiutala a sopportare la sofferenza della malattia, e il grande dolore per la tua morte, ora puoi farlo…ora sei un angelo…riposa dentro la sua anima e nel suo cuore, lei ti sentirà vicina...
Sei bellissima in tutte le foto che tuo padre faceva vedere, ora sarai ancora più bella perché in contrasto ai tuoi lunghi capelli neri avrai due ali bianche bellissime, e con quelle finalmente potrai volare nei Giardini del Signore.
Per noi ora, è il momento delle riflessioni e della preghiera.
Per te, Eluana…c’è la mano che Dio ti porgerà.

                                                                             Maria Luisa Seghi
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LUISA ZACCARELLI CI AUGURA UN SERENO 2015

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DISEGNO ESEGUITO DA LUISA ZACCARELLI PER LIBRO " SEI ANIME IN ARMONIA "

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DISEGNO ESEGUITO DA LUISA ZACCARELLI

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PENSIERO PER L'ANGELO DELL'ARCOBALENO

Oggi il mio pensiero va a Luisa Zaccarelli  una donna speciale e mia cara amica.
Fra le sue innumerevoli doti ha il dono della pittura e del colore, io infatti dopo averla conosciuta le ho detto che se io ero l’angelo delle parole lei era l’angelo dell’arcobaleno perché,  sa trasformare le parole che io scrivo in colori e disegni.
Le immagini che metterò in questo spazio sono due :
Il disegno è frutto della  sua fantasia.
L’altra immagine invece è un affresco dipinto su una lastra di cemento armato e raffigura una Madonna con Bambino (soggetto ripreso parzialmente dall’ immagine originale della SS. Madonna della Provvidenza) dove Luisa Zaccarelli ha aggiunto dei particolari che lo rendono bellissimo come il giglio nel vaso, il paesaggio in lontananza e il trono dove è seduta la Madonna con il Bambino in braccio.
Questo piccolo capolavoro è in località Sasso Morelli vicino ad Imola.

Maria Luisa Seghi

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AFFRESCO ESEGUITO DA LUISA ZACCARELLI

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AFFRESCO DI LUISA ZACCARELLI APRILE 2013

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ESSERE UNA DONNA...CHE FORZA CI VUOLE...

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ESSERE UNA DONNA..

La mia riflessione di oggi è dedicata alle donne.
Non so chi sia l’autore di questo racconto che mi ha inviato un’ amica, però mi ha ispirato mille pensieri.
Questo dialogo  intercorre fra Dio e un angelo, per spiegare la creazione di questo perfetto esemplare umano che è la donna.

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UN DIFETTO NELLA DONNA..

Quando Dio creò la donna, era già al suo sesto giorno di lavoro, facendo pure gli straordinari.
Apparve un angelo e gli chiese:
”Come mai ci metti tanto con questa?”
E il Signore rispose:
“Hai visto il mio Progetto per lei?”
“Deve essere completamente lavabile, però non deve essere di plastica, avere più di 200 parti muovibili ed essere capace di funzionare con una dieta di qualsiasi cosa avanzi, avere un grembo che possa accogliere quattro bimbi contemporaneamente, avere un bacio che possa curare da un ginocchio sbucciato ad un cuore spezzato e lo farà tutto con solamente due mani.”
L’angelo si meravigliò dei requisiti.
“Solamente due mani….Impossibile!
E questo è solamente il modello base? E’ troppo lavoro per un giorno….Aspetta fino a domani per terminarla.”
“No lo farò!” protestò il signore. “Sono tanto vicino a terminare questa creazione che ci sto mettendo tutto il mio cuore…
Ella si cura da sola quando è ammalata e può lavorare 18 ore al giorno.”
L’angelo si avvicinò di più e toccò la donna.
“Però l’ hai fatta così delicata, Signore”
“E’ delicata…ribatté Dio, però l’ ho fatta anche robusta. Non hai idea
di quello che è capace di sopportare o ottenere”
“Sarà capace di pensare?” chiese l’angelo.
Dio rispose:
“Non solo sarà capace di pensare ma pure di ragionare e di trattare”
L’angelo allora notò qualcosa, e allungando la mano toccò la guancia della donna…
“Signore, pare che questo modello abbia una perdita…”
“Ti avevo detto che stavo cercando di mettere in lei moltissime cose…
non c’è nessuna perdita…è una lacrima” lo corresse il Signore.
A che cosa serve una lacrima?” chiese l’angelo.
E Dio disse:
“Le lacrime sono il suo modo di esprimere la sua gioia, la sua pena, il suo disinganno, il suo amore, la sua solitudine, la sua sofferenza, e il suo orgoglio.”
Ciò impressionò molto l’angelo:
“Sei un genio, Signore, hai pensato a tutto. La donna è veramente meravigliosa”
Lo è!! Le donne hanno delle energie che meravigliano gli uomini.
Affrontano difficoltà, reggono gravi pesi, però danno felicità, amore e gioia.
Sorridono quando vorrebbero gridare, cantano quando vorrebbero piangere, piangono quando sono felici e ridono quando sono nervose.
Lottano per ciò in cui credono. Si ribellano all’ingiustizia.
Non accettano un “no” per risposta quando credono che ci sia una soluzione migliore.
Si privano per mantenere in piedi la famiglia.
Vanno dal medico con un’amica timorosa. Amano incondizionatamente.
Piangono quando i loro figli hanno successo e si rallegrano per le fortune dei loro amici.
Sono felici quando sentono parlare di un battesimo o un matrimonio.
Il loro cuore si spezza quando muore un’ amica. Soffrono per la perdita di una persona cara.
Senza dubbio sono forti quando pensano di non avere più energie.
Sanno che un bacio e un abbraccio possono aiutare a curare un cuore spezzato.
Non ci sono dubbi però… nella donna c’è un difetto:
Ed è… che si dimentica quanto vale…

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Io  ho pensato  che è bellissimo e vero, questo dialogo fra Dio e l’angelo, noi donne, molto spesso dimentichiamo, i nostri valori, le nostre lotte, le nostre rinunce di come amiamo con il cuore, di come facciamo volare l’anima nei momenti felici e come siamo coraggiose nelle situazioni più critiche, di come ci può far felice un gesto gentile, di come sappiamo dividere le lacrime secondo la situazione che si presenta: di gioia, emozione, dolore, di come sappiamo accarezzare e lenire le sofferenze dei nostri cari, il modo in cui siamo capaci di consolare marito e figli, gli anziani genitori, un’amica malata.
Ci commuove la scena di un film, ci commuove lo sguardo di un gattino spelacchiato che ci guarda attraverso le foglie di una siepe.
Siamo tante donne in una sola…lavoriamo fuori e in casa, siamo figlie, madri, mogli, infermiere, cuoche, stirando facciamo di una camicia stropicciata un gioiello da vetrina..
Anche la solitudine che nel corso della vita ci può raggiungere, che può essere percepita come un vuoto ed una sofferenza, ci accorgiamo che non è una nemica, ma una amica preziosa che ci permette di dialogare con noi stesse.
Affrontiamo anche le paure dei cambiamenti, perché i cambiamenti, sono sempre separazioni da qualcosa che ci è servito, come l’infanzia, la giovinezza, un’amicizia, un lavoro, un amore perduto.
Abbiamo grande forza e coraggio, con amore culliamo i nostri figli notando ogni palpito di ciglia ascoltando ogni battito del cuore li nutriamo li vestiamo, asciughiamo le loro lacrime, e ridiamo se loro sono felici.
Questo racconto è dedicato a tutte le donne, proprio per far capire loro, quanto valgono, però…. anche gli uomini dovrebbero leggerlo, perché fra i difetti…(tutti ne abbiamo) che ha una donna, si nascondono tanti pregi, e tanta sensibilità che forse non immaginavano nemmeno…
Per questo: Essere una donna….che forza….e che meraviglia...

Maria Luisa Seghi


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UNA DONNA SUL LAGO...PENSA...

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I RICORDI CHE SVANISCONO

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LE SCINTILLE...E LA MENTE

Mi sveglio la mattina , guardo  gli oggetti della mia casa, dalla finestra scruto il cielo per controllare che tempo fa e vado incontro al nuovo giorno, guardo le finestre aperte dei palazzi di fronte, sorrido nel vedere giù nel piazzale la canina Briciola che  cammina  insieme alla  mia vicina di casa,  guardo i bambini che corrono per andare a scuola,  faccio colazione…e così inizia la mia giornata, io ricordo tutto, riconosco tutto, penso alla fortuna che ho ( per il momento) di avere ancora la mente che lascia intatti  i miei ricordi.
Un giorno ho sentito alla TV che parlavano di Alzhaimer, una malattia terribile che sgretola ogni pensiero, i volti dei cari che vengono dimenticati in una mente che si ammanta di nebbia come d’autunno, le mani che non sanno più accarezzare, gli occhi umidi di pianto che guardano nel vuoto …sogni volati via, persi nel vento di primavera….
Il  racconto che ho scritto è la testimonianza di questa  malattia.
Un bambino andava sempre con la sua mamma a trovare il nonno che abitava in campagna. 
Giocava con lui,  gli raccontava tutti i progressi che faceva a scuola, raccoglievano le ciliegie, guardavano le spighe di grano che diventavano gialle come l’oro, raccoglievano le foglie più belle in autunno,  ammiravano i colori della natura e si divertivano a guardare le scintille della legna che bruciava nel camino, erano molto felici  insieme.
Un giorno,  il bambino, guardando il nonno, lo vide stranamente silenzioso,  iniziò a parlare come le altre volte, ma il nonno guardava solo la fiamma del camino…il bambino si avvicinò e lo abbracciò  stretto, il nonno lo guardò  e gli  disse :

” Come sei bello,  ma…tu chi sei?  “
” Nonno, sono il tuo nipotino preferito, non mi riconosci? “

No, non lo riconosceva.. Questa brutta malattia aveva portato il nonno in un mondo di vaghi ricordi, e di sprazzi di vita vissuta che non avrebbe mai più ricordato.
Il ragazzino, 11 anni, dopo la spiegazione della mamma capì.
Iniziava a comprendere la vita con i suoi affanni; con un leggero singhiozzo,  iniziò a contare le scintille che salivano per la gola buia del camino, non voleva che il nonno lo vedesse triste, dolcemente prese la sua mano rugosa  fra le sue piccole dita….e pianse.
Anche la fiamma del camino sparpagliando le sue scintille,  si commuove nel vedere questa scena di grande amore e affetto che li unisce ancora di più, e Illumina con il suo chiarore il nonno e il nipotino.

Ho voluto dare vita alla fiamma, perché,  tutto quello che esiste nell’universo ha una sua vita, e questa fiamma,  illumina, e dà calore ad un grande sentimento umano, che è l’amore.
Il corpo che degrada, la mente che si sbriciola, questo vuol dire Alzhaimer, perché, quando la incontriamo, dopo.. niente sarà più come prima….
Deve essere veramente triste assistere un tuo caro, che non ti riconosce, e pensare che non puoi più dividere nessun ricordo con lui.
L’unica cosa che può ”consolare” in queste situazioni è che l’altra persona, non sente una grande sofferenza perché, dimenticando le cose belle della vita ha dimenticato anche quelle tristi.

Maria Luisa Seghi

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IL CAMINO...E LE SUE SCINTILLE

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STORIE DI VITA ...IL VERO AMORE

IL VERO AMORE

Dal bus ho scorto quel signore che correva trafelato, lo conoscevo sta nel mio rione , l’autista gentilmente ha riaperto la porta e io le ho dato il mio posto a sedere.
”Dove corre così ? “  le ho domandato.
”Devo andare da mia moglie che si trova in casa di cura e fare colazione con lei come tutte le mattine.”
Così mi ha raccontato che sua moglie soffre di Alzheimer, e che da 3 anni non lo riconosce più.
Sono rimasta perplessa, e con gentilezza le ho detto:
”E va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa che è lei?”
Lui mi ha sorriso e mi ha risposto:
” Mia moglie non sa chi sono io, ma io so ancora perfettamente chi è lei.”
Allora ho capito il vero amore.
Il vero amore in una coppia è l’accettare tutto quello che succede nel passato nel presente e nel futuro.
Nella vita ci sono le gioie i dolori e le tempeste.
Poi ci sono le lacrime, ma solo quando piove si può piangere a testa alta, senza che nessuno ci veda, perché,   le lacrime  si confondono con la pioggia.


                                                                     Maria Luisa Seghi

 

 

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SCRIVENDO LA MENTE RINASCE ALLA VITA

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LE MIE RIFLESSIONI

Quando a una persona capita il peggio che potrebbe succedere come una malattia o la perdita di una persona cara, può scegliere se amareggiarsi cominciando a morire, o se invece elevarsi oltre il dolore e la sofferenza, per rinascere a un’esistenza carica di amore per gli altri.
Dopo aver vissuto l’esperienza per i problemi di salute e aver affrontato i dolori che ho trovato sulla mia strada è nata in me una persona nuova.
Questa mia seconda nascita è stata come il risveglio spirituale dell’anima , mi sono avvicinata ancora di più a Dio e da Lui ricevo una grande forza, quando scrivo ho la sensazione di  pace , che può venire  solo dalla grande fede che possiedo.
Non conosco l’oscurità dell’odio, e quando ho perdonato ho visto la luce nel mio cuore. L’amore che avrò donato sarà eterno, perché rimarrà nei cuori di chi ho amato. Quanti di noi vedono scomparire da un momento all’altro, le persone care, le cose importanti  e i valori della vita , ma tutto fa parte del nostro vivere quotidiano. Alcune volte mi sono sentita una delle molte pedine di una scacchiera immaginaria dove mani invisibili manipolavano i miei  ideali e i miei sogni, ma ho cercato di reagire sempre nel rispetto delle persone.
Quando sono arrabbiata o confusa cerco di sorridere dei miei pensieri, perché  mi preoccupo per  problemi di scarsa importanza che sembrano grandi come il mondo, senza pensare che ogni essere umano ha i suoi dubbi e le sue paure.
In ogni mio comportamento ho considerato le conseguenze ma, nonostante questo, avrò commesso molti errori, che spero non abbiano recato danno ad alcuno.
La vita di ognuno è un romanzo, è come il DNA, il cromosoma che ognuno ha incorporato nelle proprie cellule, nessuna vita è uguale all’altra, mentre la viviamo prendiamo  parte alla danza universale, siamo tutti insieme come pulviscolo, dentro il puntino blu che è la terra in mezzo al cosmo infinito è stupefacente, come  lucciole che proiettano puntini luminosi, intrecciamo le gioie con le  tristezze, viviamo i nostri giorni guardando i fatti della vita alcune volte come uno specchio appannato, altre come un vetro che scintilla o come un arcobaleno che appare nel cielo, i nostri dolori ci sembrano grandi come sassi che colpiscono,  le gioie  ci appaiono come gocce di acqua in un bicchiere.
In questa stanza dove rifletto  e tengo il computer , sono al centro di me stessa, questo è il mio regno, in questo spazio fatto solo di pensieri e parole non esiste soffitto o pareti, ma è un’ isola  aperta sul mondo della mia mente.
Scrivere, mi allontana dai problemi del vivere quotidiano, mi allontana dal pensiero della Signora con il manto nero che può raggiungermi quando vuole senza preavviso, mi allontana dal freddo inverno, per sentire il dolce tepore della mia casa, dove ci sono tutte le mie cose, i miei ricordi la mia vita.
Fra queste quattro pareti, con la fantasia ho creato uno spicchio di cielo, voglio raggiungere il sole, acchiappo le nuvole per  scrivere le parole che si dipanano come un gomitolo di lana per fluire sulla carta bianca colorandola di nero
I giorni passano senza tregua, possono essere striati di miele o di fiele per gli avvenimenti che ci vengono incontro, poi ci sono le nuvole le tempeste e il sole, le sofferenze del corpo e le ferite dell’anima, alcune non lasciano il segno, ma per alcune rimarrà sempre una cicatrice come segno indelebile per la sofferenza subita.
Poi c’è la morte ho paura della morte, è umano avere paura di questo  passaggio ignoto e misterioso perché, non sappiamo dove conduce questo filo che si spezza al confine fra  questa vita… e l’altra vita…
Come se lo spazio e il tempo non esistessero, ho scritto i miei ricordi, così ogni volta che li rileggerò proverò le stesse emozioni!
Vedrò una bambina, una timida ragazzina, una giovane fanciulla che cantava sempre, una ragazza che scopriva la vita, una sposa esemplare, una madre tenera e premurosa ed  una vecchia signora.
Il potere della mente ha catturato durante le stagioni della vita, i pensieri e intrecciato le sfumature con i coriandoli e le scintille della memoria.
Vorrei che le immagini della mia vita si perdessero nell’infinito come lo sfarfallio di grandi ali,  vorrei avere in dono le chiavi del cielo e con le immagini  perdermi nel volo infinito dell’universo. Sono felice quando scrivo, le parole che fluiscono le potrei paragonare alle monete del pensiero, le amo  come se fossero vive,  perché attraverso di loro faccio vivere la mia anima, quando rileggo, tutto prende vita attivando la memoria che riproduce l’immagine, io frugo, cerco..e tutto si trasforma come per magia: in volti umani e  figure, in colori e oggetti: un cielo stellato, la luna, una spiaggia,  un giardino, una città,  i fiori, il sole, un tuffo nel mare, una bambina che raccoglie le conchiglie, un uomo che legge il giornale, una Chiesa, una fontana che zampilla, un fiume che scorre, una donna che piange.
Quante cose meravigliose possiamo vedere in uno specchio d’acqua:
Un cielo pieno di nuvole, un raggio di sole abbagliante
Il riflesso della luna sul mare con la sua scia argentata
Sagome di alberi che sembrano braccia protese
Un salice piangente con i rami spioventi come grappoli di lacrime
Una montagna con la neve, una collina con i colori della primavera
Vedo anche immagini di vita, la mia vita.
Con chiarezza riesco a vedermi in tutte le fasi della mia esistenza, l’infanzia la giovinezza e la maturità. Questa è la gioia della scrittura che mi regala di nuovo l’immagine dei ricordi.
Sono innamorata delle parole. Ho scoperto questo dono solo in tarda età dopo vari avvenimenti che mi sono accaduti.
Ho iniziato a scrivere lettere alle persone portando una parola di conforto, questo mi ha dato una forza interiore che non credevo di possedere, così iniziando a sfogliare il libro della mia vita ho percepito delle particolari e meravigliose sensazioni.
La vita è perdersi  fra le nuvole di un cielo stellato e iniziare a sognare. 
                 

Maria Luisa Seghi

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LA LUNA RIFLESSA SUL MARE

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LA MAGIA E LA BELLEZZA DEI FIORI

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UN LAGHETTO DI NINFEE

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HO INCONTRATO LA POESIA

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Una sera d’estate, ho incontrato la poesia, ma non sapevo ancora di amarla e di apprezzarla.
La curiosità, mi ha fatto fermare in quella strada della mia cittadina, lì, la poesia mi è venuta incontro..
Al centro di un piccolo palco primeggiava un pianoforte, le mani leggere di una giovane pianista sfioravano i tasti con dolcezza, le note riempivano l’aria di una dolce melodia.
Improvvisamente, come evocata dalla musica, sul palco è apparsa una giovane donna, indossava un lungo abito rosso ornato con delle gale che si muovevano secondo il movimento del corpo, era perfetta,    le donava molto il fiore fresco e bellissimo che aveva intrecciato fra i capelli.
Lei..si chiama Roberta, recita a memoria le sue poesie, non solo, con una voce melodiosa e piena di modulazioni diverse, ma anche con il corpo, è questa la sua forza, è come se entrasse con eleganza fra le pagine di un libro, e camminasse dolcemente fra i versi che lei stessa ha scritto.
Nel momento che la sua voce si diffonde…è pura poesia.
Io, guardandola sono entrata insieme a lei in questo mondo magico, ho chiuso gli occhi, sentivo soltanto le note della musica, la sua voce, le sue parole.
Sopra di noi, un cielo pieno di stelle che ascoltavano e guardavano:
“La strada della poesia”
Solo allora mi sono resa quante emozioni possono dare le parole dette con tanta passione.
Ispira poesia.. un albero in fiore, una rosa rossa in un vaso di cristallo, il sorriso di un bambino, i figli che sfiorano con una carezza il volto della madre, un padre abbracciato a suo figlio,  un giardino  affollato di pansè colorate.
Per vedere se i cuori si addolciscono, diamo al mondo la favola della poesia, in modo che possa entrare nella magia dell’universo e dell’eternità.
In queste due cose ci vive tutto: l’amore, la gioia, il dolore, il vento, le nuvole, il temporale, un tramonto, un’alba, un cuore, un’anima, la vita… la morte.
Anche se, senza nemmeno bussare, qualche lacrima, qualche affanno, si affacciano nella nostra vita, ringrazio Dio, per darci la possibilità di provare sempre nuove emozioni.
Scrivendo questo mio pensiero, provo la sensazione di correre in un grande prato fiorito, regalando le mie gambe ai prati che con l’erba si sono intrecciate ai fiori, corre anche la mia mente, insieme al cuore che con i suoi battiti aspira il profumo che si è diffuso nell’aria, confondendosi con i versi di una bellissima poesia.

                                                                                           Maria Luisa Seghi


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ISPIRA POESIA..IL SORRISO DI UN BAMBINO

ISPIRA POESIA UNA ROSA ROSSA

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VOLTO DI GESU' CROCIFISSO

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RIFLESSIONE DI MARIA LUISA SU QUESTO VOLTO

FIRENZE  CHIESA  IN  VIA DEL CORSO

Una Domenica di  Febbraio sono andata a Firenze e sono entrata nella chiesa che c’è in Via del Corso nel  pieno centro della città.
    La Chiesa non è molto grande ma è molto bella piena di significati e di spiritualità.
     Ci sono diverse cappelle, ma una, in particolar modo mi ha fatto commuovere, c’è una teca dove sono i pezzi di quello che è rimasto di un bellissimo Crocifisso, che per un atto vandalico è stato  ridotto in pezzi, è rimasto il viso e il busto.
.Quello che mi ha colpito, sono le fotografie fatte dopo questo atto criminoso, si vede il volto di Gesù con una espressione come se fosse un essere umano vivente che vive la sofferenza subita sul suo corpo.
Mi domando….come ha fatto la pellicola a ritrarre questa espressione se Lui non l’avesse fatta Veramente?  E per chi non ha fede che cosa può pensare di queste foto?
Nel momento che pregavo l’organo della chiesa ha iniziato a suonare L’Ave Maria di Schiubert, era la stessa musica del giorno del mio matrimonio,  come per magia, e con la forza del pensiero ho rivissuto tutte le ore di quel giorno,  sono già passati tanti anni ….ma rivivo sempre la stessa emozione.
Le lacrime hanno iniziato a rigarmi il viso, e in quel momento, in questa chiesa, questa musica e questo crocifisso mutilato da due mani indegne, mi hanno fatto riflettere sul senso della vita, che è piena di dolori e di gioie e che tutte e due le cose insieme compongono la vita umana, che va affrontata con forza per tutto quello che ci riserva.

                                                                                               

Maria Luisa Seghi

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Le frasi che seguono fanno riflettere per quando diciamo
“Dov’eri DIO quando avevo bisogno di Te…”


IL  LAMENTO  DEL  SIGNORE

Mi  chiamate il Redentore,
e non vi fate redimere.

Mi chiamate la Via,
e non mi percorrete.

Mi chiamate il Maestro,
e non mi seguite.
Mi chiamate il Signore,
e non mi servite.

Mi chiamate la Luce,
e non mi credete.

Mi chiamate la Vita,
e non mi desiderate.

Mi chiamate la Sapienza,
e non mi interrogate.

Mi chiamate l’Onnipotente,
e non vi fidate di me.

Se un giorno non vi riconosco,
non vi meravigliate. 


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Queste bellissime frasi sono scritte in una chiesa Germanica
DEL DUOMO DI LUBECCA
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MOSAICO IN UNA CHIESA DELLA SICILIA

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RIFLESSI DI LUCE CHE ILLUMINANO L'ANIMA

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